IL MIO 2010

La copertina del mio libro
La copertina del mio libro

Durante una mia precedente visita alla Morton Media , che pubblica la rivista Classic Racer ed ha uno dei più grandi archivi di riviste e foto dell’Inghilterra , mi erano stati consigliati un paio di editori ai quali rivolgermi per fare pubblicare il mio libro . Ad aprile 2009 siamo andati al mercatino di Stafford dove ho portato un CD con quello che avevo scritto sulla Triumph 500 nelle corse su strada . Ho parlato con Rollo Turner , al quale ho lasciato il mio CD con la promessa che l’avrebbe letto quando tornava dal viaggio che aveva intenzione di fare fino al Mar Nero con la sua Panther del 1948 . Tra me e me non pensavo che era fattibile una cosa del genere con una moto simile , ma ho seguito il suo viaggio sul suo sito www.panther.publishing.com ed ho atteso pazientemente . Nel frattempo ho stampato una copia del mio lavoro da portare a Gaydon , per i 50 anni della Bonneville , dove sapevo di poter incontrare tante persone che avevano lavorato a Meriden .

Ad agosto con Fernanda siamo passati a trovare Percy Tait e sua moglie Diana per mostrargli quello che avevo scritto e farmi raccontare qualche altro aneddoto .

Con Percy e Diana Tait
A Gaydon ho mostrato il mio libro a Hughie Hancox che si è complimentato per il mio lavoro ; lui era al reparto assistenza quindi non aveva seguito il lavoro di sviluppo delle moto da corsa , ma si ricordava che Percy ed Arthur lavoravano di nascosto sulle moto in fondo al magazzino . Ho anche finalmente incontrato di persona John R: Nelson , che ha scritto parecchi libri e buona parte dei manuali d’officina della Triumph . Per lui , come per Edward Turner , le corse erano una perdita di tempo ed energia che potevano e dovevano essere rivolte nel miglioramento delle moto da vendere al pubblico , ma nonostante questo mi ha dato parecchie foto interessanti . A metà settembre mi è arrivata una mail da Rollo Turner nella quale si diceva entusiasta del mio libro e che lo avrebbe pubblicato . Ci siamo messi d’accordo sul numero di pagine , foto ed altri dettagli e mi sono tuffato con rinnovata energia a correggere il tutto . Con le limitazioni nel numero di pagine ho dovuto decidere come impostare il libro , quando ho incominciato ho faticato a trovare informazioni , ma ogni volta che nei tre anni di ricerca facevo vedere a Les Williams i risultati delle mie ricerche mi metteva in contatto con altre persone le quali a loro volta mi davano altri nominativi ed il cerchio di conoscenze continuava ad allargarsi . Poi facendo vedere foto ai vari personaggi gli facevano venire in mente cosa era successo :

Per esempio , dietro la foto di Percy Tait a Mallory Park che vedete qui sopra c’era scritto a mano dal fotografo “ecco Percy di nuovo in sella dopo la sua caduta al TT “ facendola vedere a Percy mi ha raccontato di cosa era successo : in prova per la gara delle derivate della serie con la sua 500 era stato il più veloce , avrebbe vinto facilmente , ma quando è partito per la gara la moto andava ad un cilindro . Ha finito il giro così , ai box Arthur gli ha cambiato le candele e lui si è ributtato in pista come un matto . In fondo a Bray Hill entrò nella compressione con tale foga che si ruppe un raggio che forò la gomma , con conseguente caduta . Arthur poi ammise che fu uno sbaglio farlo ripartire , “ avevo scaldato la moto prima della partenza , poi messo le candele più fredde per la gara , quando Percy è partito una candela si è bagnata ed ha buttato via una facile vittoria“.

In seguito ho saputo che l’invitato principale al Beezumph 20 sarebbe stato Gary Nixon , ne ho parlato con l’editore e mi sono impegnato al massimo per finire in tempo per poter presentare il libro a luglio 2010
Ciliegina sulla torta del 2009 è stata la nascita di mia nipote Petra ,





Mentre Fernanda faceva la nonna a tempo pieno io lavoravo alacremente al taglia e cuci del libro . A malincuore ho deciso di inserire solo il materiale dell’epoca , lasciando fuori tante moto interessanti costruite da vari appassionati negli anni ottanta , a seguire qualche esempio .



Erik Roeder dal Canada

Jorg Winkelmann dalla Germania , ha costruito una replica della “Enfield” dalle foto , facendo un motore “through bolt” senza averlo mai visto ! www.oif-racing.de


Jorg con il pilota York Runde al Manx del 2003 dove hanno finito al 22° posto a 91 miglia di media



Brid Caveney dalla California


2001 – 3° nel AHRMA Sportsman 500 National Championship
2003 – 2° nel AHRMA Sportsman 500 National Championship
2004 – 1° Classic 60's 650 National Championship


Finalmente ho spedito tutto il materiale all’editore e quindi ho dovuto solo prenotare il viaggio per Anglesey dove avrebbe avuto luogo il Beezumph . Dopo tanti anni a Cadwell Park per la prima volta si andava in Galles . Per questo ho dovuto rivoluzionare il mio viaggio , volo fino a Bristol , poi a nord per andare da Percy a portargli una copia del libro , poi di nuovo a nord verso Liverpool per poi andare ad Anglesey nel Galles . Come si vede nella cartina sottostante siamo proprio sulla punta nord vicino a Holyhead , vicino all’Irlanda e all’Isola di Man ! Data la vicinanza ho organizzato una gita sulla cima del monte Snowdon con il trenino a vapore , se il tempo sarà bello potremo vedere la mitica isola , meta futura nel 2011 .


Il circuito di Anglesey visto dall’alto

Sam Milner del TR3OC mi ha prenotato una camera nello stesso albergo con i tecnici che lavoravano a Meriden , quindi dopo aver prenotato il volo e la macchina eravamo pronti per il viaggio .


Ed ecco finalmente il frutto di tanto lavoro !


Adesso che ero riuscito a farmi pubblicare il libro veniva la parte più difficile , VENDERLO .
Non che mi aspetti di diventare un ricco e famoso scrittore , ma almeno recuperare i soldi spesi per le foto ed i diritti per pubblicarle ……………

Ho spedito una parte dei libri alle persone che mi avevano aiutato maggiormente e preparato una lista di chi mi aveva assicurato una loro visita al Beezumph per la presentazione . Rob Prior mi ha confermato che la replica della Triumph con cui Gary Nixon aveva vinto la 200 Miglia di Daytona nel 1967 era pronta e che sarebbe stato ad Anglesey , come Les Williams che mi avrebbe portato la 500 di Percy Tait in prestito dal National Motorcycle Museum di Birmingham .


Il pacco con i libri appena consegnati dal corriere
Finalmente siamo partiti , per una volta ho tradito la Ryanair per l’Easy Jet , appena decollati da Genova il rumore che ha fatto il carrello a rientrare non mi ha tranquillizzato molto , ma poi siamo atterrati normalmente a Bristol . Veramente devo consigliare a Easy Jet di dare dello Svitol ai carrelli dei loro aerei , il rumore non è rassicurante .
La mattina dopo eravamo da Percy a consegnare il libro ,siamo riusciti a trascinarlo via da lavare le pecore in preparazione per una mostra giusto il tempo per una tazza di tè .
Non riesco a descrivere l’emozione di vedere Diana che si cullava il libro e Percy intento a leggerlo per pochi minuti , poi via di nuovo con le pecore .

A sentire Percy bastavano un paio di ore per arrivare ad Anglesey , noi ne abbiamo messo circa cinque , deve essere per questo che gli hanno ritirato la patente . Prima di andare in albergo siamo andati al circuito . Il cielo non prometteva niente di buono , ma niente in confronto a quello che è successo durante la notte . Io come al solito ho dormito come un sasso e non ho sentito niente .
La mattina quando siamo scesi per colazione ho trovato Rollo Turner , il mio editore , con sua moglie ad aspettarci . Avevano dormito in macchina , durante la notte una burrasca incredibile aveva strappato la loro tenda e il tendone principale e non pensavano che la manifestazione si sarebbe svolta in quanto tutto era distrutto .

La sera

Al mattina
Per fortuna che uno dei tendoni dell’organizzazione aveva resistito . Tutto il personale del circuito si era attivato sin dalle prime ore del mattino , avevano aperto il bar in modo che le persone che avevano campeggiato nei prati potessero ripararsi sotto la tettoia e poter avere del cibo caldo . Ci siamo sistemati a fianco del tendone supersite dove abbiamo esposto i libri e le moto .



Con il #1 la moto con la quale Percy ha vinto il GP di Svezia 1969 ,
con il #9 la replica di Rob Prior ,
con il #9 su sfondo giallo la special di Jaeson Caunce


La replica della moto vincitrice della 200 Miglia di Daytona nel 1967



L’interessante special di Jaeson Caunce , con carburatori Mikuni , accensione elettronica , look vintage ma meccanica moderna , vedi you-tube - Beezumph 2009




Gary Nixon mentre si gusta la replica #9 (perfetta, ma noi avevamo cambiato le manopole perché quelle montate a Meriden non mi piacevano); poi sulla exp n5 di Percy #1 ed infine sul cinquantino NTV






da sinistra verso destra: Fred Swift , Claudio Sintich , Don Emde , Les Williams ,
Steve Jolly , Arthur Jakeman , Bill Fannon , Gary Nixon , David Kirby , Rob Prior –
manca Percy Tait , che si era fatto male alla schiena lavando le sue pecore il giorno prima !
Al Beezumph , giornata in pista del TR3OC , club dei proprietari dei tre cilindri Triumph e BSA si vedono 3 cilindri di tutti i tipi

Son of Sam ( il figlio di Slippery Sam , con i freni a disco)

Una special con telaio (credo) Spondon con motore Trident

Un bel Tiger Cub da trial

Da sinistra verso destra un Tiger 100 pre-unit, una Bonneville america circa 1968 e due Trident ( con #M usati dai travelling marshals all’Isola di Man )

Il Trident con telaio Rob North di Phil Bargh, titolare di L.P.Williams www.triumph-spares.co.uk , ti accorgi di essere diventato vecchio quando pensi che lui è il terzo proprietario della ditta fondata da Les Williams nel lontano 1976 dal quale compravi i ricambi
Il BSA Rocket 3 (mentre Don Emde mi autografa il mio libro ) appena arrivato dall’America , usato da Dick Mann a Daytona; di proprietà di Rob North, il signore con la giacca scura e capellino bianco alla mia sinistra , costruttore degli omonimi telai .


Una special usata per le gare di mountain climb in America , vedi il film “on any Sunday” , praticamente una salita verticale su un pendio , vince chi arriva nel minor tempo possibile in cima ………….se ci arriva !




Questa è per il dirt track .

Un ultimo sguardo alla pista prima di partire .


Dopo un meritato riposo in albergo la sera siamo andati a cena . Siamo stati invitati a sederci con tutti i membri della Triumph che erano riuniti con le loro mogli; la serata è passata piacevolmente ascoltando racconti di gare e momenti di vita a Meriden in fabbrica , dove si facevano scherzi talvolta anche pesanti




Qui siamo alla punta più a nord-ovest del Galles ,
la chiazza bianca che si vede a destra della lanterna è un mulinello formato dall’incrocio delle correnti


Che freddo !

La costa assomiglia alla Cornovaglia

Al museo della ferrovia a Conwy Valley

Qui siamo ai piedi di Monte Snowdon , la nostra gita con la ferrovia a vapore è stata rimandata a data da destinarsi per il maltempo , la nebbia era fitta in basso , figuriamoci in cima ……a ben 1085 metri

Vista delle Alpi: verso casa.








Per finire l’anno in bellezza siamo andati alla rievocazione della 200 Miglia di Imola , organizzato dalla DG Sport , www.dgsport.eu ditta belga che organizza giornate in pista per appassionati . Basta pagare per girare su piste storiche come Spa – Francochamps , Dijone , Mettet , Valencia , Misano , Mugello . Eravamo ospiti nel box con Roberto Gallina , Gianni Perrone e Prokshi. con le loro moto .

Mentre mostro con orgoglio il mio libro, con Sergio e Sandra .
Il Trident e la 200 Miglia di Imola……………….quanti ricordi ……..nel 1976 ero uno dei pochi genovesi ancora su moto Inglesi , a San Desiderio e non solo lì mi prendevano in giro . Poi però quando andavamo a vedere la 200 Miglia a Imola il viaggio era calmo (si fa per dire) fino alla fine della tangenziale di Bologna , dove era situato il cartello che segnalava : Imola 20 km – era l’inizio della battaglia , finalmente potevo far vedere alle Honda CB 750 che con il Trident non avevano speranza (come io non ne avevo con i Guzzi Le Mans – ma loro erano 850cc) . Per non parlare del viaggio di ritorno , gasati come eravamo dopo la gara . Ricordo una sera tra Piacenza e Voghera , tutta una lotta senza quartiere , una serie di riprese fino alla massima velocità , ho dato una serie di sberle a Carmelito e la sua Honda , sotto i 150 km/ora solo per pagare il pedaggio . Unico neo del mio Trident il consumo , mai fatto oltre i 10 km con un litro .
Roberto Gallina si prepara a girare con la Suzuki del suo Team Nava Olio Fiat , che si intravvede alla sua sinistra . Sotto suo figlio Michele mentre scalda il motore.






Finalmente la monoscocca Norton dal vivo – grazie a Prokshi













La Harley con valvole laterali





Da notare dove sono fissate le pedane , al forcellone posteriore , ed il freno posteriore idraulico


E quella con valvole in testa






Non solo moto particolari ………………….

Rivedere di nuovo in sella Kenny Roberts ad Imola è stato ritornare indietro nel tempo di oltre trentacinque anni , il circuito è cambiato moltissimo dalle 200 Miglia di allora , ma la grinta di “King” mentre affrontava la variante davanti ai box era la stessa .
Per non parlare dei sidecarristi ; a loro nessuno aveva spiegato che questa era solo un’occasione per girare in pista , come al solito coltello tra i denti e via !
C’era un gruppo che girava insieme , quello davanti era leggermente più veloce in rettilineo ma più lento in curva , alla variante davanti ai box faceva una traiettoria interna mentre gli altri cercavano di passarlo all’esterno senza successo , poi in rettilineo i passeggeri delle ciabatte si giravano per controllare dove erano quelli dietro , uno spettacolo da non perdere .












Siamo tornati indietro nel tempo , al 1974 , il viaggio ad Imola è stato disastroso per il motore , durante il viaggio di andata mi è entrato qualche impurità nell’occhio , durante le prove ero alla tribuna delle Acque Minerali . Non come oggi che ci sono ampi spazi di fuga , a quei tempi ai bordi della pista si ergeva un bel muro di pietra alto almeno quattro metri con la tribunetta in tubi Innocenti sul bordo , le moto ti passavano sotto i piedi . A fine prove andai alla postazione dei commissari per farmi vedere da un infermiere , declinai gentilmente l’invito a farmi portare all’ospedale del circuito con l’ambulanza nella quale avevano appena caricato un corridore e ci andai con la mia moto .
Poco dopo arrivò il dottore Claudio Costa che si scusò per avermi fatto aspettare, appena il tempo di esporre il problema che chiamò una persona il quale con una ALFA Romeo Giulia Super del circuito mi portò all’Ospedale di Imola dove al reparto oculistico mi pulirono e bendarono l’occhio . Poco tempo dopo ero di nuovo in circuito , stile pirata , a cercare un posto per piantare la tenda . Non mi ricordo molto della gara , ma il freddo patito nella notte………….. .
Vicino a me c’era un gruppo di ragazzi venuti da Torino per vedere Agostini , il più figo aveva la Vespa 50 mentre gli altri erano con il Ciao , praticamente una bicicletta con il motore , altri tempi , oggi se non hai almeno un mille di cilindrata pare che non si può andare da nessuna parte .
Durante il viaggio di ritorno i rumori provenienti dal motore non presagivano niente di buono , infatti la bronzina di banco sulla quale gira l’albero motore si era spostata ed era necessario un nuovo carter . Così messo in pensione il bicilindrico passai al tre cilindri .
Qui sopra siamo nel 1975 nel parcheggio dell’Albergo Terme a Castel San Pietro , durante la settimana pieno di persone che si curavano con l’acqua termale che sgorgava nel giardino , noi dormivamo nelle camerate , i ragazzi da una parte e le ragazze dall’altra , che silenzio in questo enorme albergo vuoto . Poi al mattino presto colazione e via a prendere i posti migliori sul prato alla curva della Tosa .
Come vedete poltrone di raso verde numerate , alle sette eravamo già a litigare con chi aveva transennato le zone migliori vicino alla pista . Per fortuna che non pioveva ! La gara partiva nel pomeriggio , ma non potevi spostarti per non perdere il posto . Attraverso gli autoparlanti seguivamo i preparativi per il via , anche allora come oggi aspettavano che sua maestà Agostini fosse pronto , poi calava un silenzio irreale ………………PARTITI …………urlava il commentatore . Un boato scuoteva Imola e dintorni , tra i motori spremuti al massimo e la folla immensa urlante la confusione era al culmine . Non esistevano varianti , i due gruppi di piloti partivano divisi da cinque secondi e vedere questo enorme gruppo multicolore spuntare dalla curva del Tamburello e avventarsi sul tornante della Tosa metteva i brividi . I ricordi belli si mescolano a quelli tristi , la velocità ed il rumore ti frastornavano , mi ricordo che se ti mettevi in un certo punto alla Tosa in linea con il rettilineo che portava alla curva successiva della Piratella , oltre la quale i piloti scomparivano , il rumore del motore faceva fisicamente male alle orecchie . La differenza delle conseguenze per una caduta dipendevano dal luogo dove essa avveniva , un lampo colorato all’uscita del Tamburello , con la paglia delle balle poste all’esterno che raggiungeva le cime dei cipressi lungo la pista annunciavano quello che purtroppo fu confermato alla fine della gara , la morte dell’americano Pat Evans . Virginio Ferrari fu più fortunato , cadde alla Tosa ben due volte di seguito , ma per la scarsa velocità le conseguenze furono diverse . La prima volta i commissari tirarono su la moto , sulla quale Virginio , spinto via un commissario che lo tratteneva , balzò sopra e riprese la gara . Dopo pochi giri la scena si ripetè , solo che questa volta mentre il pilota ancora scivolava sulla sabbia i commissari gli saltarono addosso e lo portavano via di peso , tra le urla del pubblico che lo voleva ancora in gara . Noi tifavamo per uno sconosciuto Australiano , Gregg Hansford , con una verde Kawasaki . Durante la prima manche avevano montato dei rapporti troppo corti , con il risultato che la moto si impennava ad ogni accelerazione . Passati i primi giri di ingarellamento , Greg si divertiva a fare un lungo monoruota in uscita della Tosa fino a scomparire oltre la Piratella . Ma non la classica penna in una marcia , lui metteva tutte le marce di seguito sempre su una ruota !L’ululato della folla mentre eseguiva questo spettacolo giro dopo giro ti aiutava a capire in quale parte del circuito era , bastava sentire da dove veniva il rumore . Nella seconda parte di gara allungarono i rapporti , poi il grande spavento : lo vidi scivolare alla curva prima della Tosa , poi chiamata Villeneuve , dove perse la vita anche Paci . Per fortuna che non era il suo momento , qualche giorno dopo a Genova , mia cugina , che lavorava da Abbo , importatore della Kawasaki , mi telefona . Mi sono precipitato in sede per stringere la mano al pilota , ancora intontito per il grande botto subito e parlare con il suo tecnico che voleva sapere cosa era successo in pista . Purtroppo io non avevo visto l’inizio dell’incidente ma solo il pilota che scivolava via fino al colpo che avevano fatto esplodere le balle di paglia . Oggigiorno ci sono le air – fence , ma più di quello ampie vie di fuga . Mi ricordo che nella discesa della Rivazza ai bordi della pista c’era il terrapieno mentre all’esterno della curva delle Acque Minerali un bel muro , se cadevi nel posto sbagliato eri morto .
Aggrappato alla rete all’entrata della variante bassa prima del traguardo vedere entrare Kenny Roberts era uno spettacolo , quanti ricordi , Randy Mamola che faceva due giri da solo con una Yamaha 250 cc perché avevano scoperto che era troppo giovane per correre in Italia , Gianni Perrone in gara con una Moto Guzzi , unica quattro tempi in mezzo alle due tempi , sentivi solo lui perché ormai i due tempi erano finalmente silenziati .


Steve Baker , vincitore nel 1976 , qui sopra mentre si prepara per la rievocazione


Michele Gallina , figlio di Roberto , con la moto usata nel 1976 dal pilota americano .
Roberto aveva portato la tuta usata in gara da Steve ,
un pilota che tutto il team Gallina ricorda con affetto .
Poi a casa a programmare il 2011 , finalmente l’Isola di Man ed i suoi folletti ..